Benjamin Franklin nella visione di Paolo Zanotto



Editoriale Logos ha pubblicato un saggio su uno dei massoni più controversi del secolo XVIII. Il libro, intitolato "Benjamin Franklin, Apostolo della modernitá" causerà un forte impatto nei circoli massoniciIl suo autore, Paolo Zanotto, (Siena, 1974) è Professore Invitato di Storia delle Dottrine Economiche presso della Pontificia Università della Santa Croce (Roma). Si è laureato Summa Cum Laude in Scienze Politiche  ed ha conseguito un Dottoratto di Ricerca inStoria del Pensiero Politico presso l'Università di Siena e PerugiaHo avuto l'onore di leggere in profondità il lavoro e scrivere la prefazione che spero di trasmettere ai lettori l'importanza di questa pubblicazione.


Prefazione
di Eduardo R. Callaey 

Ancora una volta, Paolo Zanotto mi ha sorpreso. Già lo aveva fatto con il suo libro Metamorfosi del pensiero occidentale, studio in cui spiega, magistralmente, il modo in cui la massoneria ha interagito con la politica, la religione e l’economia negli ultimi tre secoli. In questo caso, riprendendo le linee-guida già abbozzate in quell’opera, Zanotto ritorna sui suoi passi e va in profondità in un testo intitolato Benjamin Franklin apostolo della modernità, con il suggestivo sottotitolo Massoneria, libertinismo o satanismo?, lavoro che ho l’onore di prefare.
Benjamin Franklin, padre fondatore della massoneria americana, detiene con legittimo merito la paternità dell’idea della rivoluzione buona, essendo stato, senza dubbio, il grande stratega e il più intelligente dei suoi propagandisti.
La vita di Benjamin Franklin coincide con un’epoca di profondi cambiamenti nel mondo occidentale, in particolare in Europa e in Nord America. Ecco perché il contesto in cui si sviluppa questo nuovo libro di Paolo Zanotto costituisce una sfida per i ricercatori e una grande notizia per tutti coloro che sono interessati alla cosiddetta “Età delle rivoluzioni” e il ruolo che giocarono in essa i massoni.
Molti storici si sono chiesti seriamente se la Rivoluzione americana sia stata opera della Massoneria, e l’Indipendenza degli Stati Uniti d’America, un trionfo massonico. La risposta è complessa ma possiamo trovare nelle sfumature del lavoro di Zanotto alcuni indizi. Benjamin Franklin, infatti, comprese subito che la massoneria avrebbe giocato un ruolo preponderante nella coesione sociale e politica delle colonie, agendo come fattore di socializzazione, di fratellanza e di unità d’intenti.
Si può affermare che l’esercito americano fosse, in realtà, l’esercito del massone Washington e che tutto il suo stato maggiore fosse composto da massoni. Lo stesso marchese di La Fayette giunse ad ammettere, di fronte a ufficiali e commilitoni, che aveva avuto accesso a posti di comando solo dopo essere stato iniziato massone. Allo stesso modo, il massone Benjamin Franklin preparò per anni la politica estera della Rivoluzione operando principalmente in Francia e in Inghilterra, dove importanti settori massonici appoggiavano l’indipendenza delle colonie, questione che si vide riflessa nello stesso Parlamento britannico. In breve, l’intero processo rivoluzionario americano è strettamente associato con la Massoneria e nessun cittadino degli Stati Uniti d’America disconoscerebbe mai l’influenza di questa Società nella costruzione della nazione.
Una delle caratteristiche della mentalità massonica tra la fine del XVIII e gli inizi del XIX secolo, fu la convinzione dei massoni di poter trasformare il mondo. Molti massoni – soprattutto coloro che s’ispirarono alle idee di Adam Weishaupt e la sua setta degli Illuminati – credevano di possedere uno strumento in grado di immaginare il futuro e di condurre l’intera umanità verso quel futuro. In altre parole, Franklin e molti dei suoi fratelli credevano di poter letteralmente creare il futuro dell’uomo. Alla luce dei fatti, forse dobbiamo ammettere che hanno raggiunto l’obiettivo.
Per comprendere come agirono queste organizzazioni, tuttavia, è necessario porre il lettore al centro del crocevia, e questo è esattamente ciò che consegue in questo studio Paolo Zanotto, che presenta una brillante sintesi dell’epoca e di molti dei suoi protagonisti; un’indagine acuta, ampiamente documentata, che riesce a riunire tutti gli assi portanti del conflitto umano dal momento in cui entrarono in collisione due visioni del mondo e in cui si sarebbero trasformati per sempre i concetti di religione, filosofia, morale ed economia.
Bisogna sottolineare la lucidità di analisi del fenomeno massonico da parte dell’Autore. Zanotto si discosta rapidamente dalla versione andersoniana della storia massonica e spiega come la Massoneria si frammentò sino a formare correnti che si allinearono in campi contrapposti. L’idea di una Massoneria universale in cui si esprime una unità d’intenti e di azione è disinnescato dall’autore con una notevole chiarezza che demistifica e colloca le fazioni contrapposte nel campo delle tensioni politiche e religiose. Perché al di là delle fantasie popolari sui massoni – esacerbate dalla narrativa contemporanea – è paradossale che la stessa istituzione riunisse uomini tanto differenti nelle proprie idee come Benjamin Franklin e Joseph de Maistre, per fare un esempio.
Una menzione speciale merita l’approccio di Zanotto rispetto al processo di decristianizzazione che soffrì la Massoneria alla fine del XVIII secolo, ubicando il massone Benjamin Franklin nella corrente razionalistico-illuminista che promosse il relativismo etico.
Ma il testo si muove con coraggio su altri aspetti non meno controversi, dato che l’immagine spirituale di questo Padre Fondatore degli Stati Uniti, quasi puritana nella visione di molti educatori, viene esposta da un angolo meno noto: il suo disprezzo per le Chiese – in particolare la Chiesa cattolica, che egli considerava zucchero grezzo rispetto a quella nordamericana, di cui diceva che era zucchero raffinato – o i suoi vincoli con i circoli dei libertini inglesi e francesi, riuniti nei famigerati Hell-Fire Clubs, ai quali appartenevano anche altri noti libertini, fra cui il duca di Wharton, 6° Gran Maestro della Gran Loggia d’Inghilterra.
Zanotto introduce il lettore al mondo massonico. Spiega le radici di questa società iniziatica che soffrirà in modo permanente le aggressioni di organizzazioni clandestine, come gli Illuminati di Baviera, o dei movimenti e dei circoli rivoluzionari che fanno della Chiesa e della Monarchia i loro principali nemici. Allo stesso tempo, però, Zanotto riscatta il cuore della massoneria descrivendo la molteplicità di Riti e di Obbedienze, senza dimenticare che, in ogni caso, il punto di convergenza si trova nel carattere iniziatico che è tuttora percepibile all’interno dei suoi Templi.
In sintesi, un libro che troverà il proprio spazio intorno a una figura che continua a generare contrasti e chiaroscuri, tipici di quegli uomini che costruiscono in vita il proprio mito.